La dietoterapia chetogenica è una particolare alimentazione contraddistinta da uno scarso apporto di carboidrati, un apporto proteico proporzionale alla massa muscolare del soggetto ed un apporto lipidico variabile in funzione delle finalità della dieta.
I disturbi del comportamento alimentare (D.C.A.) sono un insieme di patologie molto complesse caratterizzate da un’eccessiva attenzione al peso ed alle forme del proprio corpo che sfocia in un rapporto alterato delle abitudini alimentari.
Per ortoressia si intende un particolare D.C.A. contraddistinto da un’osservanza rigorosa di severe norme alimentari ed un’eccessiva attenzione nella scelta del cibo.
Queste tre condizioni possono essere molto più legate di quanto, ad un primo sguardo, si possa pensare.

Moltissimi pazienti affetti da D.C.A. sono obesi e, come è noto, uno dei principali ambiti di applicazione della dieta chetogenica è la perdita di peso.
Infatti, se trattati in modo corretto, la stragrande maggioranza dei pazienti obesi, attraverso una dieta chetogenica a basso apporto calorico (V.L.C.K.D.), riesce a dimagrire, cioè a perdere grasso, in tempi decisamente più brevi rispetto ad altre diete.
In questo senso gran parte del successo della dietoterapia è dovuto proprio alla chetosi.
Infatti, sebbene sia vero che il calo ponderale avviene a seguito di un deficit calorico, è altrettanto innegabile che lo stato di chetosi, attraverso il lieve effetto anoressizzante dei corpi chetonici prodotti, aiuta a raggiungere gap calorici particolarmente elevati favorendo, in questo modo, il dimagrimento.
Ciò avviene anche in caso di pazienti affetti da D.C.A. che nello specifico sono stati oggetto di un recente studio.

Gli autori di: “Treating binge eating and food addiction symptoms with low-carbohydrate Ketogenic diets: a case series” affermano, dopo aver verificato l’efficacia della dieta, che: “…il meccanismo attraverso il quale la dieta chetogenica influenza in bindge eating ed i sintomi di food additiction sono complessi e possono coinvolgere gli effetti di una chetosi alimentare ed i suoi conseguenti effetti metabolici…”
Sostanzialmente, secondo gli autori, lo stato di chetosi, attraverso meccanismi ormonali capaci di mitigare il senso di fame ed aumentare il senso di sazietà, da un lato aiuta i pazienti obesi affetti da D.C.A. a perdere peso e dall’altro mitiga gli stessi effetti degli esistenti D.C.A.
Logicamente la scarsa platea di soggetti studiati e la complessità della materia meritano maggiore attenzione ed ulteriori studi più approfonditi, ma una considerazione appare doverosa.

Lo stato di chetosi aiuta a dimagrire attraverso la drastica limitazione dei carboidrati all’interno di una pratica alimentare estremamente rigorosa che potremmo definire, fondamentalmente, non dissimile dall’ortoressia.
Allo stesso tempo, una volta raggiunto l’obiettivo, proprio grazie all’estrema limitazione dei carboidrati, quanti pazienti possono sviluppare una forma di ortoressia perpetuando nel tempo la totale eliminazione di un macronutriente sicuramente non essenziale, ma comunque importante nella nostra alimentazione?
Moltissimi pazienti obesi infatti, una volta entrati in chetosi e verificata l’efficacia del protocollo chetogenico, sviluppano una seria diffidenza verso i carboidrati che, a volte, sfocia in una vera e propria paura e conseguente allontanamento definitivo di questo macronutriente dalla propria dieta.
Lo stato di chetosi alimentare, pur essendo efficace nel combattere l’obesità in pazienti con contemporaneo D.C.A. come dimostrato nello studio citato, può quindi instillare il germe dell’ortoressia in pazienti prima solamente obesi?
La questione è complessa e merita un ampio dibattito.

Dal nostro punto di vista, una volta raggiunto il risultato ponderale, ove non sussistano condizioni patologiche che necessitino il protrarsi dello stato di chetosi, la reintroduzione dei carboidrati all’interno della dieta appare più che opportuna ma è un passaggio estremamente delicato che deve essere gestito con perizia.
Ancora una volta quindi è doveroso affidare la gestione della dietoterapia chetogenica ad uno specialista, abilitato ed esperto, che lavori, in caso di contemporanei D.C.A., in concerto con altri professionisti, come psicologi ad esempio, garantendo al paziente il raggiungimento di un effettivo stato di salute, intesa come condizione di completo benessere fisico e mentale.

Treating binge eating and food addiction symptoms with low-carbohydrate Ketogenic diets: a case series

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32010444/

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