La perdita di peso può avvenire in tre distinte modalità.
Si può dimagrire perdendo grasso, ci si può disidratare perdendo liquidi e deperire perdendo massa muscolare.
Una dietoterapia dimagrante dovrebbe far esclusivamente dimagrire, ovvero far perdere massa grassa, preservando al contempo la massa magra del soggetto.
Le motivazioni sono molteplici.

Da una parte le attuali conoscenze ci consentono di affermare che un soggetto più magro è, fondamentalmente un soggetto più sano.
Sappiamo infatti come l’eccesso di grasso, specialmente viscerale, sia la principale causa di infiammazione di basso grado ed innesco di molte patologie cronico degenerative.
Dall’altra sappiamo anche che la massa magra, muscolare in particolare, contribuisce in modo importante al dispendio energetico basale.
Un soggetto con più massa muscolare è caratterizzato da un dispendio calorico a riposo maggiore rispetto un soggetto di pari peso ma con una massa grassa più elevata.
La massa muscolare cioè, in virtù della elevata presenza di mitocondri, funge da vera e propria centrale “dissipatrice” di energia.
Molti pazienti lamentano un abbattimento del valore di metabolismo basale a seguito di una perdita di peso.

Questo fenomeno può essere spiegato anche in funzione della perdita di massa muscolare.
Se la dieta non è scritta (o non seguita) correttamente, e quindi non contempla un sufficiente intake proteico, determinerà deperimento e non solo dimagrimento.
Deperire però determina, come abbiamo visto, un abbattimento del valore di dispendio energetico basale, per cui il paziente, al termine della dieta, una volta allentata l’attenzione all’alimentazione, tenderà ad riprendere peso accumulando grasso ed innescando il famoso effetto yo-yo.
Questo meccanismo si innesca proprio perchè il paziente con meno massa muscolare, “spende meno”, ossia ha una bilancia energetica svantaggiata rispetto all’inizio della dieta.
Il ruolo importante dell’apporto proteico diventa cruciale in caso di dietoterapia chetogenica poiché in questa particolare alimentazione, le proteine svolgono una duplice funzione, plastica ed energetica e devono essere quindi calibrate e dosate con perizia.
In un percorso dimagrante non può, d’altra parte, essere taciuto il ruolo che mediatori secreti dal tessuto adiposo come la leptina, svolgono nel regolare la necessità di assunzione di cibo.

È noto da tempo infatti la funzione di organo endocrino del tessuto adiposo ed il suo ruolo nell’omeostasi calorica.
Un recente studio però enfatizza, anche in questo ambito, il ruolo della massa magra.
Gli autori dello studio: Body composition and appetite: fat-free mass (but not fat mass or BMI) is positively associated with self-determined meal size and daily energy intake in humans Di Blundell et All. Affermano infatti che, alla luce dei dati in loro possesso, la massa magra è correlata in modo molto più importante della massa grassa sia alla dimensione dei pasti consumati sia l’apporto energetico introdotto.
Si ipotizza cioè l’esistenza di una serie di segnali provenienti dalla massa magra che influenzano la scelta e l’introduzione di cibo molto più di quelli, già noti, provenienti dalla massa grassa.

Questa considerazione apre scenari nuovi e molto interessanti.
Accanto alla perdita di massa grassa, una corretta dietoterapia dimagrante dovrebbe essere in grado di mantenere intatta la massa muscolare del paziente per motivazioni che vanno a questo punto, ben oltre il mantenimento del valore di dispendio energetico.
La massa magra cioè, alla luce delle considerazioni provenienti dallo studio preso in considerazione, sembra influenzare la scelta della quantità di cibo e di energia da introdurre per “prelevare se stessa” e non andare incontro a pericolosi fenomeni di malnutrizione in particolare proteico-energetica.
Preservare una buona struttura muscolare può, in definitiva, aiutare a mantenere un migliore stato di salute attraverso l’influenza che la massa magra stessa esercita sulla necessità di introito calorico e scelta di cibo che essa stessa contribuisce in maniera determinate a “consumare”.
Ancora una volta quindi appare fondamentale sottolineare quanto una dieta, specialmente chetogenica, per essere realmente efficace e salutare dovrebbe essere pensata, valutata e scritta da professionisti estremamente preparati ed aggiornati.

Body composition and appetite: fat-free mass (but not fat mass or BMI) is positively associated with self-determined meal size and daily energy intake in humans
Blundell J.E. Et all

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/21733267/

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