La pandemia COVID19 dall’inizio dell’anno continua a mietere vittime in ogni continente.
L’origine del virus è attualmente controversa, mentre più definiti appaiono altri dati epidemiologici come i fattori di rischio.
In italia, ad esempio, i pazienti più anziani e con comorbilità sono quelli con una percentuale maggiore di decessi e tra i fattori di rischio l’obesità, secondo l’ISS, è uno dei principali.
L’obesità ricordiamo, andrebbe identificata correttamente come eccesso di massa grassa e non come eccesso di peso. E’ cioè svincolata dai parametri dell’indice di massa corporea (BMI).

I pazienti che presentano elevate percentuali di massa grassa sono generalmente contraddistinti da alcune caratteristiche che li accomunano, ad esempio evidenziano un costante stato infiammatorio di basso grado con alterazione delle citochine circolanti. (1).
I soggetti obesi, inoltre, presentano più alte concentrazioni di TNF-alfa, e IL-6, che vengono prodotti dal tessuto adiposo viscerale e sottocutaneo. (2)
A maggior quantità di tessuto adiposo, corrispondono livelli circolanti maggiori di leptina che possono condurre ad quadro infiammatorio ulteriormente sfavorevole con una conseguente disregolazione della risposta immunitaria. (3)

L’obesità quindi si impone come il principale fattore di rischio anche in considerazione del fatto che studi effettuati in passato su pazienti affetti da H1N1 hanno dimostrato come gli obesi avessero una maggior rischio non solo di contrarre influenza ma anche di essere più contagiosi verso altri soggetti. (4) e di avere una più lunga interazione virale (5)
L’obesità impatta fortemente anche sul volume respiratorio a causa di un minor capacità di espansione della cassa toracica che, di conseguenza, limita l’espansione polmonare. Questa relazione appare di non poco conto in funzione del decorso del COVID19.
L’infezione da SARS-CoV-2 merita, logicamente, studi più approfonditi ma, alla luce delle attuali evidenze, appare chiaro come un accentuato stato infiammatorio ed una compromissione della capacità respiratoria aggravino fortemente il decorso della malattia.
D’altro canto l’eccesso di massa grassa tipica del paziente obeso aggrava e peggiora proprio questi due fattori.
Alla luce di queste considerazioni sarebbe di fondamentale importanza inserire tra le misure di prevenzione anche la valutazione dello stato nutrizionale e della composizione corporea del soggetto alfine di conseguire una dietoterapia che miri, ove necessario, alla ricomposizione corporea.
Un soggetto più magro sottrarrebbe uno dei principali fattori di rischio ed in funzione della più favorevole composizione corporea, contraddistinta da una massa magra e muscolare in particolare più rappresentata, garantirebbe una performance migliore anche in caso di infezione.

1) De Lorenzo A, Gratteri S, Gualtieri P, Cammarano A, Bertucci P, Di Renzo L. Why primary obesity is a disease? J Transl Med. 2019 May 22;17(1):169. doi: 10.1186/s12967-019-1919-y.
2) Richard C, Wadowski M, Goruk S et al (2017) Individuals with obesity and type 2 diabetes have additional immune dysfunction compared with obese individuals who are metabolically healthy. BMJ Open Diabetes Res Care 5(1: e000379. ; 2) Dietz W, Santos-Burgoa C. Obesity and its Implications for COVID-19 Mortality. Obesity (Silver Spring). 2020 Apr 1. doi: 10.1002/oby.22818. [Epub ahead of print] PubMed PMID: 32237206.
3) Ouchi N, Parker JL, Lugus JJ, Walsh K. Adipokines in inflammation and metabolic disease. Nat Rev Immunol. 2011 Feb;11(2):85-97. doi: 10.1038/nri2921.
4) Luzi L, Radaelli MG. Influenza and obesity: its odd relationship and the lessons for COVID-19 pandemic. Acta Diabetol. 2020 Apr 5. doi: 10.1007/s00592-020-01522-8. [Epub ahead of print] PubMed PMID: 32249357.
5) Zhou F, Yu T, Du R, Fan G, Liu Y, Liu Z, Xiang J, Wang Y, Song B, Gu X, Guan L, Wei Y, Li H, Wu X, Xu J, Tu S, Zhang Y, Chen H, Cao B. Clinical course and risk factors for mortality of adult inpatients with COVID-19 in Wuhan, China: a retrospective cohort study. Lancet. 2020 Mar 28;395(10229):1054-1062. doi: 10.1016/S0140-6736(20)30566-3. Epub 2020 Mar 11. Erratum in: Lancet. 2020 Mar 28;395(10229):1038. Lancet. 2020 Mar 28;395(10229):1038

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