Ancora un allarme sul problema obesità infantile, condizione che – la stima è della Fondazione Aletheia, think tank che ha l’obiettivo di fare chiarezza sul forte legame che oggi unisce “cibo” e “salute” – riguarda il 21% dei bambini tra i 5 e i 14 e non è solo una questione di peso, ma una condizione complessa che coinvolge metabolismo, sistema cardiovascolare, fegato ed equilibrio psicofisico, rappresentando un problema di salute pubblica in costante aggravamento. Questione seria, dunque, per le sue intuibili conseguenze (anche sul versante dell’aggravio dei costi per un sistema sanitario pubblico già in fortissima sofferenza) e che proprio per questo necessita di una prevenzione mirata da attuare attraverso un grande impegno educativo. Questo il messaggio che emerge dal focus intitolato La salute si coltiva da piccoli -corretta alimentazione e stili di vita sani per la salute del domani pubblicato in occasione della Giornata mondiale della Salute proprio da Fondazione Aletheia.
Il fenomeno dell’eccesso di peso nei bambini è in forte crescita in tutto il mondo, dove i bambini interessati, in cifra assoluta, sono 288 milioni. La quota di obesità è più che raddoppiata rispetto al 2000, passando dal 4% al 10% nei bambini tra 5 e 9 anni e dal 3% al 9% tra i 10 e i 14 anni. Anche tra i più piccoli (0-4 anni), i casi restano elevati, con circa 35 milioni di bambini coinvolti.

Il focus di Fondazione Aletheia evidenzia un legame diretto e documentato tra cattiva alimentazione e salute dei bambini. Il consumo abituale di cibi ultra-processati è associato ad aumenti dell’indice di massa corporea, della circonferenza vita e della massa grassa, nonché a valori più elevati di glicemia a digiuno, livelli più bassi di colesterolo HDL (“buono”) e possibili alterazioni del sistema immunitario e del microbioma, con aumenti del rischio di allergie e asma.
La parole d’ordine per contrastare l’obesità e la sua anticamera, il sovrappeso, è sempre la stessa, ben conosciuta: prevenzione. Il focus di Fondazione Aletheia sottolinea la necessità che venga posta in essere fin da piccoli, intervenendo sull’alimentazione. Una maggiore aderenza alla dieta mediterranea infatti è associata a biomarcatori cardiometabolici più favorevoli e a un minor rischio di sviluppare malattie croniche. Intervenire sul modi di alimentarsi e sugli stili di vita fin dall’infanzia significa ridurre il rischio di obesità e complicanze metaboliche, prevenire patologie epatiche e cardiovascolari e migliorare la qualità della vita presente e futura.
Tratto dall’articolo: “Obesità, in Italia grassi il 10% dei bambini e in sovrappeso il 19%, prevenzione unica arma” su RIFday

